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La FOLLIA di una PROVA da affrontare

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  6 dicembre 2020 II Domenica di Avvento – B Is 40 1-5.9-11 ; Sal 84 ; 2Pt 3,8-14 ; Mc 1,1-8 Penso sia innegabile che tutto quanto il Vangelo ci chiede di fare sia abbastanza folle. Dopotutto sono convinto che la grande distanza tra il dire e il fare che spesso viene additata ai credenti praticanti e al clero sia causata proprio dalla difficoltà di applicare nell’oggi le follie che l’insegnamento di Gesù pare consegnarci: amare i propri nemici, dare da mangiare agli affamati, da bere agli assetati, visitare i carcerati, ospitare gli stranieri … Perché dico queste cose? Il Vangelo di Marco, di cui oggi abbiamo letto proprio le prime righe, si apre proprio con la descrizione di una scena che a me personalmente è sembrata proprio la descrizione della follia: quest’uomo che nel deserto urla un annuncio che sarebbe stato meglio urlare nella piazza di una città … chi mai poteva essere nel deserto se non altri folli come lui che vestiva di peli di cammello e mangiava miele selvatico e

Attendere … voce del verbo generare!

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  29 novembre 2020 I domenica di Avvento – B Is 63,16b-17.19b;64,2-7 ; Sal 79(80) ; 1Cor 1,3-9 ; Mc 13,33-37 Con questa prima domenica di Avvento iniziamo il grande tempo dell’ATTESA. Cosa attendiamo? Chi attendiamo? Come attendiamo? Il Vangelo ci invita a vegliare e a pregare ovvero a stare svegli e connessi nel dialogo continuo con il Padre. È curioso che il padrone di cui parla il Vangelo arriva solo nelle ore notturne, “ alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino ” … non potrebbe tornare di giorno? La nostra esistenza può divenire una notte continua se non accettiamo di lasciarci illuminare dal sole della vita. Noi viviamo nelle tenebre del mondo in attesa di lasciarci scaldare dalla luce eterna. La luce dell’alba ridona vita all’esistenza; già dall’aurora si possono sentire i fili d’erba stirarsi nel verde prato, gli uccellini si svegliano per cantare alle prime luci dell’alba, il gallo canta l’arrivo di un nuovo giorno ricco di speranza: è il futuro

Relazioni … Legami …

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  22 novembre 2020 XXXIV Domenica TO – A Nostro Signore Gesù Cristo, Re dell’Universo Ez 34,11-12.15-17 ; Sal 22(23) ; 1Cor 15,20-26.28 ; Mt 25,31-46 Siamo arrivati anche quest’anno all’ultima domenica del calendario liturgico, con la prossima domenica inizierà l’avvento e quindi ricomincerà un nuovo ciclo della vita. Al termine di ogni esperienza è necessario fare una revisione di quanto vissuto, almeno per me questa è la prassi ordinaria. Quest’oggi siamo chiamati dunque a ripercorrere questo anno liturgico, che è iniziato con lo scorso avvento il 1° dicembre e che terminerà con il termine di questa settimana che stiamo iniziando. Certamente è stato un anno burrascoso sotto tanti punti di vista. Certamente penso che certe situazioni che abbiamo sperimentato sulla nostra pelle o che abbiamo visto accadere attorno a noi, non le augureremmo neppure al nostro peggior nemico … ecco è proprio da questo che voglio partire, non per girare il dito nella piaga dolorosa che qual

Tendi la tua mano

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  15 novembre 2020 XXXIII Domenica TO – A Pr 31,10-13.19-20.30-31 ;Sal 127(128) ; 1Ts 5,1-6 ; Mt 25,14-30 In questa 33^ domenica del Tempo Ordinario, Pasqua della settimana, la Parola di Dio ci sprona a riflettere sul nostro rapporto con Dio. Secondo la narrazione della parabola questo Signore conosce proprio bene i suoi servi al punto tale che pare imparziale nell’affidare i suoi averi, in realtà affida a ciascuno ciò che è in loro potere gestire. A volte noi ci scoraggiamo nel guardare gli altri più bravi di me a fare tante cose, più belli di me, più portati nello sport, più … ma non ci accorgiamo che anche noi abbiamo delle capacità, delle doti, delle qualità che ci calzano proprio a pennello. Faccio un esempio banale ma che può aiutarci a comprendere. Provate a pensare che un delfino passasse la sua vita a guardare i gabbiani volare sopra di lui e a lamentarsi perché pur saltando alto sull’acqua non gli è mai riuscito di spiccare il volo come qui gabbiani; o se un elefa

Mezzo vuoto o mezzo pieno?

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  8 novembre 2020 XXXII domenica TO – A Sap 6,12-16 ; Sal 62(63) ; 1Ts 4,13-18 ; Mt 25,1-13   In questa 32 domenica del tempo ordinario, Pasqua della settimana, la Parola ci aiuta comprendere quale è lo sguardo di Dio su di noi. La parabola delle 10 vergini che conosciamo bene, è il racconto di ognuno di noi. In ciascuno di noi c’è saggezza e c’è stoltezza. È la storia della nostra vita, è la storia di come ci stiamo preparando ad incontrare lo sposo. L’attesa può avere caratteri di difficoltà così come può essere ricca di adrenalina. Le amiche della sposa che stanno condividendo con essa l’agitazione per la nuova vita che sta per iniziare assieme all’uomo che ama non possono che essere ricche di adrenalina, come si può dormire in una notte così ricca di aspettative? Eppure, tutte si assopiscono. Quanta amicizia c’è con la sposa? Quanta empatia c’è con questa amica? Usciamo dalla parabola: che legame c’è tra me e la Chiesa (sposa di Cristo)? Quanta empatia c’è tra me

Beati … già oggi!

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  1 novembre 2020 Solennità di tutti i santi Ap 7,2-4.9-14 ; Sal (23) ; 1Gv 3,1-3 ; Mt 5,1-12a In questo primo giorno di novembre la liturgia ci invita a rispolverare quel legame vitale che lega la nostra esistenza con tutti coloro che ci hanno preceduto nella storia. Un legame di sangue (come quello che tutte le religioni tribali riconoscono sacro) ma non solo. Oggi noi riconosciamo la sacralità di questo legame con tutti quegli uomini che ci hanno preceduto e che hanno scoperto la presenza del Regno di Dio nella loro vita. Si tratta di fratelli e sorelle nella fede che hanno intuito che la santità non è un fatto che riguarda solo pochi eletti ma riguarda ciascuno di noi. Quei centoquarataquattromila di cui si parla nell’Apocalisse è il numero simbolico di tutti gli uomini, rafforzato dal termine “ moltitudine ” che viene utilizzato subito dopo. Dunque, anche per ciascuno di noi la santità non può restare un’idealizzazione ma deve e può divenire realtà nel nostro quotidiano. C

Modelli d’Amore nel mondo

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  25 ottobre 2020 XXX Domenica Tempo Ordinario – A Es 22,20-26 ; Sal 17(18) ; 1Ts 1,5c-10 ; Mt 22,34-40   In questa 30 domenica del tempo ordinario, Pasqua della settimana, la Parola ci fa riflettere sul cuore della nostra fede. Anzitutto leggendo il vangelo mi chiedo quale è il comandamento più importante da seguire, perché a questa domanda Gesù risponde con due comandamenti. Quindi c’è un comandamento più importante di tutti? O forse sono due? O tre? Perché se devi amare il tuo prossimo come te stesso si presuppone che ci sia anche il comandamento di amarsi. O forse quei due/tre comandamenti ai quali Gesù fa riferimento sono in realtà lo stesso comandamento? Poi c’è un’altra questione che mi solletica: la parola Amore. Per noi è una parola tanto intima che quasi è diventata un tabù. Se dicessi ad una donna “io ti amo” certamente potrei essere frainteso, se poi lo dicessi ad un uomo potrei correre qualche rischio; se lo dicessi ad un bambino … certamente sarei accusato d