13 dicembre 2020 III domenica di Avvento – B Is 61,1-2.10-11 ; Lc 1,46-50.53-54 ; 1Ts 5,16-24 ; Gv 1,6-8.19-28 Mi piace pensare la giornata di oggi come la giornata della luce. Siamo a metà avvento, la liturgia stessa si tinge di un rosaceo che lascia intravedere la luce del Natale ormai alle porte. In questa giornata il Vangelo ci presenta la bellissima immagine del testimone (martire), Giovanni il Battista. L’immagine di colui che riesce a definirsi soltanto in riferimento di colui del quale porta l’annuncio. Giovanni non è la Parola ma è la voce; Giovanni non è la luce ma è colui che testimonia la luce. Ma “chi sei” Giovanni? Perché non riesci a dare una definizione di te indipendentemente da quel Cristo che stai annunciando? Potremmo anche noi farci la stessa domanda: chi sono io? Posso dirmi di essere portatore, come Giovanni della stessa Luce di Cristo? Lo abbiamo contemplato nella solennità dell’Immacolata: quella Luce è in noi e noi senza di essa non ...
1 novembre 2019 Solennità di Tutti i santi Ap 7,2-4.9-14 ; Sal 23(24) , 1Gv 3,1-3 ; Mt 5,1-12a L’esortazione apostolica di papa Francesco Gaudete ed exultate sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo, ha sollevato tanto stupore ma allo stesso tempo tante discussioni. Siamo soliti pensare ai santi come a figure quasi irreali, appartenenti al passato, modelli da guardare ma lontani mille miglia dal nostro ordinario; il Papa ci dice: “ Mi piace vedere la santità nel popolo di Dio paziente: nei genitori che crescono con tanto amore i loro figli, negli uomini e nelle donne che lavorano per portare il pane a casa, nei malati, nelle religiose anziane che continuano a sorridere ” (GE 7). Papa Francesco la chiama “ santità della porta accanto ”. Penso sia questo che sconvolge le nostre esistenze. “ Questa santità a cui il Signore ti chiama – prosegue ancora il papa – andrà crescendo mediante piccoli gesti. Per esempio: una signora va al mercato a fare la spesa, incont...
20 marzo 2016 Domenica delle palme In questa domenica in cui riviviamo l’ingresso solenne di Gesù in Gerusalemme, vogliamo soffermare il nostro sguardo su un protagonista che spesso va nel dimenticatoio: l’asino. Gesù manda i suoi discepoli nel villaggio di fronte a slegare un asinello. Potrebbe essere una trovata dell’autore per sottolineare il realizzarsi delle profezie: “Umile, cavalca un asino, un puledro figlio d’asina”. Ma non è così, infatti Gesù sottolinea che ne ha bisogno. È un’esigenza quella di Gesù di avere un asinello da cavalcare per entrare in Gerusalemme. Perché? L’asino non è il cavallo che viene cavalcato da chi ha il potere, ma non è neppure un carro da guerra di chi vuole conquistare il potere. L’asino è la cavalcatura di colui che serve. Lo possiamo chiamare anche somaro in quanto è caricato della soma, il peso che gli altri gli mettono addosso. Questo asinello è l’immagine del messia, è Gesù stesso caricato del peso dei nostri peccati, umile come col...
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